
Nella giornata di ieri, 22 aprile, Soleto ha vissuto un momento di intensa partecipazione civile e di profonda commozione con la deposizione delle Pietre d’Inciampo, dedicate ai cittadini soletani che subirono la tragedia della guerra, della deportazione e dell’internamento militare durante il secondo conflitto mondiale. L’iniziativa, parte del più vasto progetto europeo di memoria diffusa, rappresenta un gesto solenne attraverso cui la comunità rinnova il proprio impegno a custodire e tramandare la storia dei suoi figli caduti per la libertà e la dignità dell’uomo.
Attanasi Luciano Antonio, Attanasi Luciano Pasquale, Carmine Maniglio e Antonio Amore Pellegrino, quattro giovani soletani che, in anni segnati dalla violenza e dall’oscurità del regime nazifascista, vissero il dramma della prigionia e dell’internamento, pagando un prezzo altissimo per la loro fedeltà alla Patria e ai valori di umanità.
Le loro vicende, ricostruite grazie al lavoro di ricerca storica contenuto nel volume di Rosario Cagnazzo, “Memorie della Resistenza. Storie dei soletani che resero libera l’Italia”, pubblicato dall’Associazione Francesco Marco Attanasi APS di Soleto, sono state ricordate nel corso della cerimonia.

Soldato del 14° Reggimento Artiglieria “Egeo”, nato a Soleto il 28 giugno 1922, fu catturato dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Deportato via mare verso i campi di internamento, perse la vita nel naufragio della motonave Oria l’11 febbraio 1944, una delle più gravi tragedie navali della storia. Riposa nei fondali del Mar Egeo, presso l’isola di Patroklos.

Nato il 5 gennaio 1922, arruolato nel 9° Reggimento Fanteria “Regina”, fu catturato in Grecia l’8 settembre 1943 e deportato in Germania come Internato Militare Italiano. Liberato dagli Alleati nel maggio 1945, rientrò a Soleto nell’agosto dello stesso anno. Riposa nel cimitero comunale.

Soldato del 23° Reggimento Fanteria, partecipò alle operazioni sul fronte balcanico. Catturato dai tedeschi nel settembre 1943, fu internato in Germania fino alla liberazione dell’8 maggio 1945. Iscritto all’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, fu riconosciuto come reduce della guerra di liberazione. Riposa nel cimitero comunale.

Arruolato nel 10° Reggimento Artiglieria, prestò servizio tra Italia e Albania fino all’armistizio. Catturato dai tedeschi l’8 settembre 1943, fu internato fino alla liberazione del maggio 1945. Rientrò in Italia il 2 giugno 1945. Riposa nel cimitero comunale.
Le Pietre d’Inciampo deposte oggi non sono soltanto un segno di ricordo: sono un impegno morale. Un invito rivolto a tutti – cittadini, studenti, visitatori – a non distogliere lo sguardo, a riconoscere nelle storie di questi uomini il valore della libertà, il peso della storia, la responsabilità della memoria.